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Proteso tra gli scogli simile ad un mostro in agguato con i suoi cento arti il Trabocco aveva un aspetto formidabile.............................. La macchina pareva vivere di una vita propria, avere un'aria e un'effigie di corpo animato. Il legno esposto per anni ed anni al sole, alla pioggia, alla raffica, mostrava le sue fibre........ si sfaldava, si consumava, si faceva candido come un tibia o lucido come l'argento o grigiastro come la selce, acquistava una impronta distinta come quella d'una persona su cui la vecchiaia e la sofferenza avessero compiuta la loro opera crudele.............................. La grande macchina pescatoria, simile allo scheletro colossale di un anfibio antidiluviano.............................. In un angolo della piattaforma sorgeva una capanna bassa.............................. A destra e a sinistra sorgevano dalla scoglierale due maggiori antenne verticali, sostenute alla base da piuoli di tutte le grossezze, che s'intersecavano, s'intralciavano congiunti tra di loro per mezzo di chiodi enormi, stretti da fili di ferro e da funi, rinforzati con mille ingegni contro le ire del mare........................ Alle estremità forcute delle quattro antenne pendevano le carrucole con i canapi corrispondenti agli angoli della rete quadrata.............................. L'argano strideva girando per l'impulso delle quattro leve; e tutta la macchina tremava e scricchiolava allo sforzo, la vasta rete emergendo a poco a poco su dalla profondità verde con un luccichio aurino.............................. (D'Annunzio, Il Trionfo della Morte) |
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Creature fantastiche dall'ossatura fragile, drammaticamente sospese fra terra e mare, come strani giganteschi artropodi in agguato. (Anna G. Di Pumpo) |
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Capanno da pesca o casa-macchina da pesca, il trabocco è un congegno dall'architettura illusoriamente elementare e primitiva, ma sicuramente sofisticato ed organico; l'intelaiatura di funi e travi dall'apparenza fragile, ma con la stabilità insospettabile, è tale da resistere alla sollecitazione delle reti ed alla furia del mare. La struttura è fissa ma instabile, rigida ma elastica, precaria quanto basta per accompagnare e osteggiare l'impeto del mare e per rendere agevoli le riparazioni, quando esso la soverchia. I pali in legno hanno la stessa solidità della terra madre, mentre la fluidità del mare si rispecchia nella leggerezza delle reti e delle funi. Il trabocco e' stabile, robusto e forte come la terra, e come la terra, si protende e si insinua nel mare; allo stesso tempo è fragile, etereo instabile e mutevole come il mare, e, come un flutto, lambisce la riva e la sovrasta. Il trabocco è, concretamente, un sistema per la pesca fissa costituito tecnicamente da una zattera o piattaforma fatta di assi, piantata a palafitta su travi conficcate tra gli scogli o nel mare. La piattaforma è collegata alla terraferma tramite una passerella strettissima, sconnessa e malferma, sostenuta da pali; la superficie della piattaforma è abbastanza vasta da contenere un casotto per il ricovero degli attrezzi e l'argano girevole, dai cui bracci si dipartono le funi che sostengono le quattro cime della rete. Tutta la struttura è sostenuta ed assicurata attraverso un intrigo di funi, fili metallici, assi e pali legati, chiodati e bullonati con tecniche semplici ma efficaci; i materiali sono di recupero, tronchi di legno di acacia, assi, fili e funi riadattate al bisogno, a volte pannelli di ferro e plastica presi chissà dove. Attraverso il movimento rotatorio dell'argano ed un complesso sistema di carrucole e antenne, la rete viene affondata in mare e ritirata al momento opportuno. I trabocchi, testimonianze di una civiltà, legata alla pesca di tipo familiare, un tempo non molto lontano erano fonte di ricchezza, oggi di fascino e forse anche di mistero, con strane leggende che qualcuno ancora racconta, impreziosiscono il litorale richiamando attenzione e curiosità. La MAGIA dei trabocchi è insita nella loro stessa struttura, sospesa tra terra e mare, ancorata all'una e immersa nell'altro, a testimoniare la cultura economica tradizionale delle popolazioni costiere abruzzesi e la loro intima essenza, caratterizzata da una continua integrazione tra la pesca e le attività agricole, tra terra e mare. |
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| I nove lidi della Costa dei Trabocchi: | ||||
| - Francavilla al Mare - Ortona - San Vito Chietino - Rocca San Giovanni - Fossacesia - Torino di Sangro - Casalbordino - Vasto - San Salvo |
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