Il sentiero della Pineta
ll percorso parte dalla Pineta di Rocca San Giovanni (facilmente raggiungibile dalla statale 16 seguendo le indicazioni stradali) e, attraverso una strada interpoderale, giunge al Fosso della Farfalla. Il sentiero, pari a circa 1 chilometro e mezzo di cammino, attraversa un territorio ricco di vegetazione; singolare è la presenza di specie che comunemente proliferano ad altitudini superiori, quali l’Iperico e la Canicola. Il percorso, poco più di una passeggiata, è rilassante e suggestivo, grazie anche alla presenza di un ruscello e di alcuni laghetti. Al ritorno, impossibile resistere al fascino della Pineta: lo splendido panorama, l’ombra e i tavolini invitano alla sosta e al riposo.
   
Il Sentiero della Fonte  
Il sentiero ricalca il percorso che anticamente, dal centro urbano del paese, le donne percorrevano per arrivare alla Fonte, luogo dove era possibile lavare i panni e rifornirsi d’acqua. Passato il parcheggio comunale, luogo di partenza, il sentiero prosegue fino al Fosso Rocca San Giovanni e alla Fonte del paese. La passeggiata, priva di difficoltà, attraversa prima un territorio dalla vegetazione classica della macchia mediterranea, poi, man mano che ci si inoltra all’interno del Fosso, dopo aver attraversato un piccolo ruscello, si incontra una vegetazione ripariale. Proseguendo non mancano aceri, olmi, cerri e corbezzoli.
   
I Fossi e la Grotta delle Farfalle  
L’entroterra di Vallevò, al pari della costa, offre non trascurabili motivi di interesse: la morfologia del suolo è infatti caratterizzata dalla presenza di avvallamenti, i cosiddetti Fossi, che si dispongono perpendicolarmente alla costa. I Fossi sono solcati da torrenti ed ospitano, tra la vegetazione, delle grotte naturali, che furono, durante la guerra, sicuri nascondigli per partigiani e sfollati.
Il fosso più interessante nella zona di Vallevò è certamente quello delle Farfalle che segna il confine comunale tra i territori di San Vito e Rocca San Giovanni. Al suo interno, anche per la presenza di acque che vi scorrono perenni alimentate da piccole sorgenti, è racchiuso uno scrigno inaspettato di bellezze e valori naturali di grande interesse. L’alta e costante umidità permette lo sviluppo di una vegetazione rigogliosa tipica delle più ampie vallate fluviali, ricca di specie arboree e arbustive come pioppi, salici, olmi e più raramente l’ontano nero e la farnia, una quercia dalle spiccate caratteristiche igrofile. Per quanto concerne il regno animale, invece, comuni sono i mustelidi, in particolare la faina e il tasso, e i piccoli roditori come il moscardino e il topo quercino. Particolare interesse riveste la presenza dell’ormai raro granchio di fiume, il Potamon fluviatile.
La Grotta delle Farfalle è facilmente raggiungibile. La strada per accedervi parte dalla SS 16 dopo il chilometro 482 nei pressi di un ponte. Il sentiero, in leggera salita, dopo alcuni minuti di cammino, gira a sinistra e lascia dall’altra parte, verso San Vito, il Fosso San Tommaso. Ad un certo punto ci si trova davanti un grosso antro scavato nell’arenaria: una tradizione locale vuole che in alcuni mesi dell’anno questa cavità si popoli di migliaia di farfalle.
   
Centro Documentazione Ambientale  
Il Centro di Documentazione Ambientale e' un'associazione costituita tra vari comuni quali Rocca San Giovanni, Fossacesia, San Vito Chietino, Torino di Sangro e Treglio per realizzare il progetto denominato "Costa dei Trabocchi". Le Amministrazioni hanno inteso associarsi per promuovere la valorizzazione del patrimonio naturalistico ed ambientale, assicurandone il miglioramento, la tutela, la fruibilità e la promozione turistica.
Nel Centro si raccoglieranno e conserveranno materiali provenienti dall'intera area della "Costa dei Trabocchi", forniti ad aggiornati a cura dei singoli comuni. La sede del centro è la vecchia scuola di Vallevò, riadattata per l'occorrenza. Essa si trova nel settore centrale dei cinque comuni, lungo la statale Adriatica lato mare. Consiste in una zona di ricezione dov'è collocato un grande pannello che indica i sentieri natura, i percorsi tematici, i beni artistici, i centri agrituristici, eccetera; in una sala di lettura o di esposizione in cui vi sono testi, riviste specialistiche, video cassette, CD Rom, disegni, schede, fotografie, planimetrie; in una sala riservata alla proiezione di audiovisivi e filmati, nonché in un locale per attrezzature multimediali.
La sede del Centro di Documentazione Ambientale servirà per incontri e dibattiti e sarà utilizzata per accogliere i visitatori che, con uno sguardo globale, potranno conoscere tutte le risorse dei cinque comuni attraverso la mappatura completa della rete sentieristica.
 
   
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