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Notizie su Rocca San Giovanni

Il 1076 è l'anno di nascita di Rocca quando gli abitanti, sparsi nelle campagne e alle dipendenze dell'Abbazia di S.Giovanni in Venere, furono raccolti dall'Abate Odorisio I in un sito a poca distanza dal Castello di Rocca e da una chiesa, feudo con a capo un Vescovo/Abate.
La conformazione del territorio era molto diversa: non esistevano le vallate che separano Rocca da S. Giovanni in Venere e la leggenda narra di un lungo tunnel che collegava i due centri e che permetteva ai monaci di rifugiarsi nel Castello di Rocca durante le incursioni dei nemici; fu distrutta presumibilmente dal terribile e violento terremoto del 1456. Di esso non si è mai trovata traccia.
La struttura urbana del paese è medievale con le strette vie e le abitazioni addossate le une alle altre.
Ad esse si sono aggiunti, sopratutto lungo il corso principale intitolato a Garibaldi, vari palazzi, risalenti al XIX secolo e di proprietà delle famiglie benestanti, dalla struttura possente e arricchiti da giardini interni.
TRE TORRI
Nello stemma comunale sono raffigurate tre torri su un ponte (a ricordo del ponte levatoio che sembra esistesse lungo l'attuale Corso Garibaldi); di una non resta alcuna memoria, un'altra sorgeva nel sito detto "il Castello" ed è stato distrutto durante la II guerra mondiale, la terza è l'odierno campanile o torre civica.
TORRE CIVICA
La Torre civica, o più abitualmente campanile, è tradizionalmente identificata come la seconda torre, in ordine di tempo, del Castello di Rocca ed è chiamata negli antichi Statuti "Torre di Santo Angelo".
Posta a sud della fortezza, lungo la cinta muraria nel suo asse est-ovest, fu restaurata nel 1891, quando vi fu alloggiato il primo orologio meccanico. Agli inizi del '900, per motivi di sicurezza, fu munita dell'odierna base; l'ultimo restauro è del 1980.
PALAZZO MUNICIPALE
Di stile medievale, fu costruito tra il 1862 e il 1867 (subito dopo l'unità d'Italia). L'utilizzo nella facciata di materiali comunemente rintracciabili in altre costruzioni del paese e la possente struttura lo inseriscono nel contesto degli edifici adiacenti più antichi. E' stato dichiarato monumento nazionale; all'interno ospita una mostra permanente di opere pittoriche e scultoree di autori contemporanei.
CHIESA PARROCCHIALE DI S. MATTEO APOSTOLO
La struttura attuale risale al XIII sec.; di stile romanico a tre navate di tipo basilicale. La divisione delle navate è caratterizzata da una doppia fila di colonne sormontate da archi gotici.
Alla fine del XIX sec. la chiesa è stata allungata; fino al 1922 la navata centrale era provvista di volte a vela e sull'ultima, in corrispondenza dell'altare, erano presenti nove affreschi di altrettanti santi.
La prima cappella, del XV sec., è dedicata alla Madonna Addolorata e presenta una volta quadripartita da costoloni in pietra; ospita un affresco sull'Ultima Cena del maestro Amedeo Trevisonno (1904-1995).
La seconda cappella, di periodo incerto, è dedicata alla Madonna delle Grazie di cui si conserva una statua lignea del XIX sec.; ospitò la prima congregazione della nostra parrocchia, la Compagnia del S. Rosario del 1574.
La terza cappella, più alta e più ampia, fu realizzata alla fine del XIX sec. per iniziativa di famiglie facoltose che offrivano il necessario per l'altare e le messe celebrate, le cosiddette "cappelle laicali".
L'odierno restauro, in fase di ultimazione, ha recuperato lo stile romanico iniziale, soprattutto nella forma dei finestroni. Interessante è il ripristino della faccia a vista di pietre e mattoni, nascosti fino a qualche anno fa da un sostanzioso strato di intonaco, che permette una chiara lettura dei cambiamenti apportati alla struttura nel corso dei secoli.
Sin dal 1825, la Chiesa è tutelata da vincolo conservativo.
ARCO DEI FILIPPINI
Alla fine del '500 l'Abbazia e la sua Rocca furono tolti ai benedettini ed affidate ai padri della congregazione dell'oratorio di S. Filippo Neri.
Il Palazzo, cosiddetto dei Filippini e adiacente alla Chiesa parrocchiale, e l'Arco, che funge da ingresso principale, risalgono al primo impianto fortificato (sec. XIII).
A partire da '500 fu sede del capitano di giustizia, della sua corte (tribunale) e, a pianterreno, delle carceri.
Nei periodi precedenti era sede dell'abate di S. Giovanni in Venere quando si rifugiava nella fortezza di Rocca; fu sede di baroni lancianesi nelle loro permanenze a Rocca (1500-1600).
MURA
Della cinta muraria rimangono i resti nella parte orientale del paese, con un'interessante torre merlata a forma di tronco di cono rovesciato (il "Torrione"); da notare lungo il percorso le feritoie per alloggiare le armi e le abitazioni che si affacciavano lungo il tracciato delle mura. Sono state restaurate una quindicina di anni fa.

 
Nella archivio dell'Associazione si possono trovare libri e molto altro..... dell'anno 800 per tutto ciò si può chiedere al Presidente
 
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